Come fai a fare?

giu 6th, 2016 | By | Category: ARCHIVIO, IN EVIDENZA

C’è una linea che separa due gruppi di persone, quelle che fanno e quelle che dicono di voler fare. Che linea, come fai a non ingrassare? Non so usare il computer così bene, beato te che lo sai fare. Va tutto male, come fai a sorridere?  Sono ammalata, ho dolori dappertutto,  cosa hai fatto tu per star bene? Sono solo alcune delle frasi che, se ci fai caso, senti ripetere ogni giorno da tante persone, sui social, tra amici.

Quando il loro disagio raggiunge il livello di guardia, quando gli argini stanno per saltare, si rivolgono a tutti, chiedono e si dichiarano sinceramente interessati a seguire qualsiasi suggerimento, dieta, corso, processo o tecnica sia loro prospettabile. Ma poi li incontri  qualche giorno o settimana dopo, stanno come prima o peggio di prima, si lamentano ancora di più e dicono. Ma ti dicono che ormai è giunto il tempo di agire.  Dichiarano, ma non fanno. Perché ci sono sempre 1000 ragioni per non cominciare una dieta, per non lasciar andare la rabbia, per imparare una tecnica o un programma del pc, per non provare a star bene o fermarsi un quarto d’ora al giorno per fare.

Poi ci sono le persone che fanno, che colgono qualsiasi spunto per risolvere un problema, per perdere qualche chilo, per guarire da un dolore. Sono persone che trovano sempre il modo di fare e che, se serve, si impegnano, fanno anche sacrifici per ottenere il risultato che vogliono. E li ottengono.

C’è poi, in apparenza, un terzo gruppo, sono gli scettici critici che dichiarano di aver fatto tanto senza ottenere alcun risultato. Sono quelli che  hanno comprato un libro, deciso una dieta, magari fatto l’abbonamento alla palestra o si sono iscritti ad un corso. Ma poi non hanno agito, non hanno fatto pratica, nessun esercizio, nessuna attività. Hanno “comprato le indulgenze” per sentirsi a posto con la coscienza, ma in realtà, rientrano nel primo gruppo a pieno titolo.

La PNL insegna a riconoscere gli schemi mentali inconsci che reggono entrambi i gruppi, i meccanismi del “no”, le strutture delle scuse.  E quando li riconosci… li eviti!

Il primo passo verso il cambiamento, il miglioramento, è comprendere che qualsiasi ostacolo è dentro di noi e non fuori e rinunciare alla propria infallibilità.

La cartina di tornasole è l’osservazione (senza giudizi né scuse) di quanto accade, dello Stato Presente, quello affannato e problematico, e dei propri comportamenti abituali, quelli che ci hanno portato fino a quello stato.

La domanda-chiave della PNL è come fai a fare? Serve per trovare l’efficacia ed il successo, ma anche il problema ed i blocchi.  Come fai a crearti uno Stato Presente problematico, doloroso, malato?  Anche la rabbia, il disagio, lo stress, le malattie, i dolori sono processi, sono il frutto di una serie infinita di micro e macroscelte, di comportamenti e abitudini che piano piano, giorno dopo giorno, ti hanno portato lì.

Il primo cambiamento è di consapevolezza, il secondo di processo. Per entrambi, bisogna volerlo davvero per fare il primo passo.

Tu in che gruppo sei?

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